STORIA E MUSEO
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CERAMICHE GIUSEPPE MAZZOTTI
La storia della famiglia
La Manifattura Ceramica GIUSEPPE MAZZOTTI nasce nel 1903 a Pozzo Garitta (nel centro storico di Albissola Marina) grazie a Giuseppe Bausin Mazzotti. Dopo di lui, l'azienda fu gestita dai figli Torido, Tullio e Vittoria. Nel 1934, la sede si spostò vicino alla ferrovia sull'Aurelia, per una posizione più comoda per il commercio.
Nel 1959, i fratelli decisero di separarsi, e l'azienda di famiglia chiuse. Torido, il figlio maggiore, aprì una nuova attività, mantenendo il nome "Giuseppe Mazzotti" e utilizzando i modelli e i calchi della vecchia fabbrica.
Evoluzione e collaborazioni
Negli anni Trenta, le Manifatture Mazzotti collaborarono con il Movimento Futurista di Filippo Tommaso Marinetti e successivamente con altri artisti moderni. Qui, la ceramica passò dall'essere un oggetto d'uso quotidiano a un'opera d'arte vera e propria, lungo le Rive del torrente Sansobbia che collega le due Albisole.
Un'eredità preziosa
I Mazzotti hanno lasciato un segno importante nell'arte ceramica del Novecento, con opere riconosciute in tutto il mondo. Ancora oggi, l'azienda collabora con artisti e designer, portando avanti tradizione e innovazione.
IL MUSEO BEPI MAZZOTTI
La sala interna del Museo "Bepi Mazzotti" fu aperta nel 1964 grazie a Giuseppe Bepi Mazzotti e al suo amico Mario Fusco. L'11 ottobre 1987, il Museo fu ufficialmente istituito come il primo Museo della Ceramica della Provincia di Savona.Percorso espositivoLa collezione inizia con le stoviglie in terracotta dell'Ottocento prodotte ad Albisola, accompagnate da strumenti dell'epoca. Successivamente, si trovano le ceramiche Decò di inizio Novecento e la produzione classica di artisti come Dario Ravano, Romeo Bevilacqua, Bruna Cazzulini (allieva di Torido Mazzotti), Giacomo Raimondi e Miki Rastello, pittori di stili tradizionali.Produzione e opere artisticheLa mostra prosegue con due vetrine che illustrano l'evoluzione pittorica della ceramica, dagli stili tradizionali agli anni Cinquanta, con il movimento "Nucleare". Al centro della sala si trova una vetrina con opere di artisti che hanno lavorato ad Albisola, dagli anni '50 in poi, come Lucio Fontana e Milena Milani (entrambi firmatari del Manifesto dello Spazialismo). Si evidenzia il passaggio della ceramica da "oggetto d'uso quotidiano" a vero e proprio mezzo di espressione artistica.
The history of the familyThe Giuseppe Mazzotti Ceramic Factory was established in 1903 in Pozzo Garitta (the historic center of Albissola Marina) by Giuseppe Bausin Mazzotti. After him, the company was managed by his children Torido, Tullio, and Vittoria. In 1934, the factory moved closer to the railway on Aurelia, making trade more convenient.In 1959, the siblings decided to part ways, leading to the closure of the family business. Torido, the eldest son, started a new venture, keeping the name "Giuseppe Mazzotti" and using the molds and models from the original factory.Evolution and collaborationsDuring the 1930s, Giuseppe Mazzotti Ceramics collaborated with Filippo Tommaso Marinetti's Futurist Movement and later with other modern artists. Here, ceramics transitioned from being everyday items to becoming true works of art, along the Sansobbia River connecting the two Albisole towns.A precious legacyThe Mazzotti family left a significant mark on 20th-century ceramic art, with their works recognized worldwide. Even today, the company continues to collaborate with contemporary artists and designers, blending tradition with innovation.
BEPI MAZZOTTI MUSEUM
The inner hall of the "Bepi Mazzotti" Museum was first opened in 1964, thanks to Giuseppe Bepi Mazzotti and his friend Mario Fusco. On October 11, 1987, the Museum was officially instituted as the first Ceramics Museum in the province of Savona.Exhibition PathThe collection begins with 19th-century terracotta tableware produced in Albisola, displayed alongside period tools. It then transitions to early 20th-century Decò ceramics and the classic works of artists like Dario Ravano, Romeo Bevilacqua, Bruna Cazzulini (a student of Torido Mazzotti), Giacomo Raimondi, and Miki Rastello, all renowned for their traditional styles.Production and Artistic WorkThe exhibition continues with two showcases highlighting the evolution of ceramic painting, from traditional styles to the 1950s' "Nuclear" movement. In the center of the hall, there is a display featuring works by artists who collaborated in Albisola from the 1950s onward, including Lucio Fontana and Milena Milani (both signatories of the Manifesto of Spatialism). This section illustrates the transformation of ceramics from "everyday objects" to a true medium of artistic expression.